Negli ultimi anni, e soprattutto dopo i mondiali di Francia del 2019, il calcio femminile ha avviato un percorso di sviluppo senza precedenti. La sua ascesa, dovuta in parte anche agli investimenti crescenti da parte delle due grandi federazioni sportive mondiali (UEFA e FIFA), ha permesso non solo un aumento del numero di spettatori e seguaci, ma anche un rapido avvicinamento a questo mercato da parte degli sponsor. Inizialmente realizzate solo attraverso i cosiddetti bundling rights – la pratica che permette agli sponsor di investire nei team femminili sfruttando i contratti siglati con le società maschili – con il rafforzato interesse verso questo sport sono sempre di più le società calcistiche che stanno optando per la separazione dei diritti (unbundling rights) tra il team maschile e quello femminile. Essendo percepito come un contesto ancora poco sfruttato e ricco di spunti commerciali e di branding, il calcio femminile rappresenta un’opportunità unica e finanziariamente accessibile per entrare nel mercato delle sponsorizzazioni sportive e, specialmente, per ripensare l’immagine della marca. Dopo aver presentato le tappe fondamentali della nascita e dello sviluppo di questo sport, nonché i numeri che dimostrano la sua rapida diffusione, il caso di studio illustra alcune best practice nazionali e internazionali di brand che hanno saputo cogliere e sfruttare le opportunità offerte dal calcio in rosa.